| Visitare Gubbio |
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Gubbio è una meravigliosa città incastonata ai piedi del Monte Ingino in una cornice Medievale che offre suggestive vedute e che ci permette di percepire la visione di ambienti “senza tempo”. Molte infatti sono le opportunità per visitarla e le nostre proposte né sono un evidente esempio. Itinerario archeologicoGli studiosi più attenti hanno voluto collocare la cinta muraria di Ikuvium, così come descritta nelle Tavole Eugubine, in un’area compresa tra le attuali vie de Consoli e XX Settembre e in un antico tracciato poco più a nord dell’attuale parco Ranghiasci e dei ruderi del Cassero. Ma l’unico impianto umbro oggi conosciuto è quello cimiteriale. Recenti scavi di necropoli di epoca romana hanno permesso alla locale Soprintendenza di indagare nei pressi e al di sotto delle sepolture romane a San Biagio e San Benedetto, altre sepolture più antiche, in genere semplici quanto ai corredi ma affascinanti nell’aspetto: grandi circoli di pietre, anche di quindici metri di diametro a delimitare una piccola camera sepolcrale. Dall’89 a. C. possiamo parlare di Gubbio come Municipio romano, e di un periodo di relativa tranquillità e floridezza senza troppi contraccolpi proseguito per tutta l’epoca imperiale. Itinerario scientificoGola del Bottaccione: lo strato di Iridio ivi trovato si riferisce all’epoca in cui si è verificata l’estinzione dei dinosauri, circa 65 milioni di anni fa: separa infatti il calcare marino del Cretaceo superiore da quello del Terziario inferiore. La scoperta fece naturalmente il giro del mondo accademico. L’Iridio che vi si trovava superava di circa trenta volte la quantità presente negli strati adiacenti. Era la testimonianza dell’impatto di un grosso asteroide (circa 10 chilometri di diametro) con la terra, con conseguenti sconvolgimenti, compresa l’immissione nell’atmosfera di una enorme quantità di Iridio. Dall’inizi degli anni ’80 si cominciò a studiare una grande depressione circolare nella penisola messicana dello Yucatan: si rivelò ben presto un enorme cratere di più di 150 chilometri di diametro. Era stato dunque trovato il punto di impatto del meteorite con la terra. Per gli scienziati del Gruppo di Berkeley si trattava dell’ultima necessaria tessera per completare il mosaico della loro teoria. Un enorme meteorite precipitando sulla terra aveva provocato una serie di mutamenti ambientali e climatici tale da far scomparire quasi ogni forma di vita che vi si trovava. Itinerario medievaleNel principio del XII secolo, iniziò per Gubbio una nuova era, fatta di contrasti fra il nascente libero Comune ed i fautori del vecchio ordine feudale. Bisognerà attendere comunque la seconda metà del secolo per vedere l’affermazione delle prerogative e delle autonomie comunali. Fu questa l’epoca dell’aggregazione della città attorno alla figura carismatica del suo Vescovo Ubaldo, difensore della libertà cittadina, mediatore di pace in occasione dell’assedio dell’Imperatore Federico Barbarossa, santo patrono di cui ancora oggi gli eugubini venerano il corpo miracolosamente incorrotto. Fu questa anche l’alba di una nuova forma di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica cittadina: sorsero Corporazioni o Università di arti e mestieri ed in campo religioso Confraternite laicali, alcune delle quali ancora oggi animano le attività artigiane e le manifestazioni di devozione popolare più note. Fu questo il periodo in cui si decise di spostare il centro urbano più a monte, sui gradoni naturali del monte Ingino. Nel 1200 la ghibellina Gubbio si trovò a giocare in un complesso scenario fatto di lotte tra Papato e Impero, ma anche di rivalità con le città vicine, a cominciare dalla potente e guelfa Perugia. Furono anni di forte espansione demografica e conseguentemente urbanistica, segnata dallo spostamento di nuovo verso la pianura del nucleo, dal completamento della grande chiesa Cattedrale, dalla costruzione dell’antistante Palazzo Pubblico e dalla realizzazione di grandi chiese ai margini e all’interno della cinta muraria. Itinerario FrancescanoIl tragitto può iniziare dal monumento più importante della storia Francescana locale: Il complesso di S.Francesco, ma ci spostiamo ora alla Chiesa di S.Francesco della Pace, salendo nella parte alta della città; è un edificio trasformato in chiesa nel secolo XVI, divenne sede della Corporazione dei Muratori ed oggi ospita, oltre alle statue lignee dei Santi issati i Ceri in occasione della celebre Festa, memorie francescane. Proprio qui vicino venne rinvenuto nel secolo scorso un sarcofago contenente resti di un canide: si pensò subito alla conferma della storia dell’incontro tra S. Francesco e il Lupo. La chiesa conserva anche la pietra che servì a Francesco come "podio" durante la sua predicazione di pace alla città. Torniamo in piazza da dove ripartiamo alla volta di via della Rimembranza e del Parco della Vittorina. Qui, tra siepi ed alberi di ulivo, visitiamo la chiesa medievale di S Maria della Vittoria, primitivo convento concesso dai monaci di S. Pietro a Francesco e ai suoi primi compagni eugubini. Proprio qui la tradizione vuole che Francesco incontrasse il terribile lupo poi ammansito. Su appuntamento possiamo visitare un altro luogo ameno legato alla spiritualità francescana, poco distante dal centro storico: l’ex convento cappuccino di S. Girolamo, oggi convento femminile. Custodisce un incantevole chiostro trecentesco ed un crocifisso ligneo seicentesco di Innocenzo da Petralia Soprana. Parchi e giardiniParco Ranghiasci si può raggiungere sia tramite l’ingresso principale in via Gabrielli (a due passi dalla bella chiesetta di Santa Croce), sia da quello posto in via della Cattedrale a ridosso del Palazzo Ducale, servito dall’ascensore pubblico in via XX Settembre. Intorno alla metà del secolo XIX a Gubbio non c’erano giardini o parchi antichi da prendere a modello cosicché la moglie del marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, l’inglese Matilde Hobhouse, volle trasformare gli orti e le vigne a monte del palazzo di famiglia in un parco "nuovo". Si tratta infatti di un grande percorso verde all’inglese, caratterizzato da cannocchiali ottici e visuali diversissime ma sempre suggestive. Non bisogna dimenticare che nel Medioevo quest’area era occupata da fabbricati cittadini civili e religiosi. I Ranghiasci lasciarono solo le testimonianze che non contrastavano col loro progetto, abbattendo case e chiese risultate d’intralcio. L’elegante portale di ingresso su via Gabrielli ci immette nella prima testimonianza architettonica importante di questo parco: il ponte sul Camignano che possiamo ripercorrere ripensando alle carrozze che 150 anni orsono lo percorrevano dirette alla proprietà Ranghiasci. Subito dopo facciamo un salto nel Medioevo: costeggiamo quella che fu la cinta murario cittadina verso nord. Incontriamo ciò che resta della Porta Monaldi e dirigiamoci verso la scuderia del parco, elegante costruzione con portale decorato in pietra palombina. Il cuore neoclassico del Parco è sicuramente nel largo detto "del tempietto": una fonte circolare e un’architettura che richiama un luogo di culto di epoca classica si inseriscono ottimamente in un gioco visivo che si conclude con la mole del Palazzo dei Consoli. Una sosta sulla sommità del sontuoso "villino" ci permetterà di apprezzare il multiforme panorama sulla pianura e sulle colline che la coronano a sud-est e sud-ovest. Prima di concludere la visita potremmo salire sino in cima l’unica torre di avvistamento medievale del parco, quella di San Luca. Parco di Coppo: dopo 2 chilometri circa svolta a destra in direzione Basilica S. Ubaldo. In cima ai tornanti svolta a sinistra in direzione "Parco". Per chi ama camminare c’è l’alternativa della Funivia che dal borgo S. Agostino conduce alla Basilica di S. Ubaldo. Di lì circa 20 minuti a piedi vi separano dal Parco. Si tratta di un antico pascolo montano dove all’inizio del ‘900 furono messe a dimora migliaia di piante di pino domestico, pino nero, abete. Oggi questa grande terrazza a 700 metri di altezza è frequentata da villeggianti in cerca di sole, aria pulita e nelle ore più calde, ombra, ai piedi dei profumatissimi pini. Non sono infrequenti incontri con la fauna caratteristica del luogo: Barbagianni, Fagiano, Poiana, Scoiattolo, Volpe, Capra Selvatica, Lepre. Dai prati del parco si dipartono "stradelli" che in ogni direzione offrono l’occasione per belle passeggiate. In particolare segnaliamo quello che sale verso la cima del monte Ansciano e quello che conduce alla volta della "cima di Coppo" (escursioni di circa 60 minuti). Dalla Basilica di S. Ubaldo, non lontana di qui, su può raggiungere, tramite una passeggiata di 30 minuti in salita, la cima del monte Ingino, dove si trovano i resti di due rocche medievali ed una necropoli dell’età del Bronzo. |


